venerdì, 27-05-2016 11:54

Una giornata al pronto soccorso, ma fuori dall'ospedale.


sassonia tendone

Sabato 28 maggio, medici e infermieri di Pesaro e Fano saranno, rispettivamente, in via Branca e al Lido per effettuare la rilevazione della pressione arteriosa, della glicemia e per rispondere alle domande della gente


Il Pronto Soccorso si mescola alla gente. Esce dall’ospedale e si presenta ai cittadini. I medici e gli infermieri delle strutture di Pesaro e Fano saranno, sabato 28 maggio, nei luoghi strategici delle due città: al Lido di Fano, e nella sala comunale ex farmacia Zongo, in via Branca a Pesaro.

Dalle 9 alle 12 e dalle 16 alla 18, medici e infermieri del Pronto Soccorso del San Salvatore e del Santa Croce, ovviamente fuori dal loro orario di servizio, effettueranno la rilevazione della pressione arteriosa e della glicemia. Non solo: l’appuntamento di sabato, che si inserisce nelle iniziative legate alla Settimana Nazionale del Pronto Soccorso promossa dalla Società Italiana Medicina d’Emergenza Urgenza, è una occasione per stringere una alleanza con i cittadini, e spiegare le dinamiche del sistema di emergenza sanitaria attraverso simulazioni di attività di intervento. In sintesi è anche un’occasione, per la gente, per fare domande e ricevere una risposta da chi, tutti i giorni, è in prima linea.
 
Perché aspetto in ‘pronto soccorso? Perché il medico non arriva subito? Perché tanta gente è in attesa? Questi sono solo alcuni dei quesiti, sicuramente tra i più comuni, che saranno sciolti sabato 28 maggio, sia a Pesaro che a Fano. “Sappiamo già che verremo bersagliati di domande – spiega Stefano Loffreda, Direttore delle due strutture – a cui vogliamo rispondere proprio perché solo illustrando la missione vera del Pronto soccorso, la sua organizzazione interna, il suo rapporto con gli altri reparti o con la radiologia e il Laboratorio, è possibile migliorare la qualità del servizio”.

Tanto per dare alcuni numeri, solo nel 2015 hanno varcato le porte del Pronto soccorso di Pesaro e di Fano oltre 71mila persone: il 4% con codice rosso, il 15% con codice giallo, il 68% con codice verde e il 13% con codice bianco. “Siamo un punto di riferimento fondamentale per i bisogni di salute urgenti della popolazione – chiude Loffreda -: sempre “aperti”, di notte e di giorno, 365 giorni all’anno”.